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MUSICA DELL'IDENTITARIO

Gesta Bellica – ITERUM RUDIT LEO

Iterum rudit Leo

1.Intro
2. Italia
3. Afrikaner
4. No Pasaran
5. Foibe
6. Vittima Della Democrazia
7. Perché
8. Nessun Rimorso
9. 8 Settembre '43
10. Iterum Rudit Leo
11. Odiati e Fieri
12. Legio patria nostra

RECENSIONE
I Gesta Bellica sono  una band vicentina formata da 4 ragazzi, tutti provenienti dal Veneto Fronte Skinheads. Il gruppo suona il genere Oi!, il quale è un’evoluzione del punk britannico inventata da gruppi come Skrewdriver e Agnostic Front nell’Inghilterra dei primi anni ’80. In questo album emergono decisamente gli ingredienti che hanno fatto la fortuna della band: riff di chitarra potenti e veloci, ritmi semplici e soprattutto ottimi testi cantati a squarciagola con immensa passione. Tra i 12 pezzi risaltano sicuramente il brano d’apertura “Italia”, “No pasaran”, la splendida ballata “Foibe” e la mitica “8 settembre 43”. Consigliamo vivamente questo disco a chi voglia avvicinarsi a questo gruppo che ormai nell’area gode di una fama e di una stima invidiabili.

 

Camerata Cris

INnato SEnso DI Allergia- QUANDO C'ERA LUI

Algiz Art

ALGIZ ART

INSEDIA

01Palazzinari
02Gim dagli occhi verdi
03Er camerata
04Nessun rimorso
05Surf nazi must...
06Quando c'era lui
07Enola gay
08Se tu...
09La crisi
10Ricordati di roma

 

Titolo album: Quando c’era lui
Casa di produzione: Rupe Tarpea Produzioni
Anno: 2007

Questa volta gli Innato Senso Di Allergia (Insedia) si sono superati.
Il loro ultimo lavoro, presentato ufficialmente il 1 luglio del corrente anno è un insieme di energia ed emozione e soprattutto di immancabile goliardia(ricordatevi che parliamo del gruppo che ah fatto un inno a casa non faccio un cazzo).
La prima canzone del cd si intitola Palazzinari ed è una chiara denuncia contro tutti quegli immobiliaristi usurai di cui è piena Roma e l’Italia sono pieni.
La seconda canzone è un omaggio a Ettore Muti e si intitola “Gim dagli occhi verdi”, nella canzone si lascia intendere di perché , dopo tanti anni dalla morte, Gim sia ancora ricordato ed amato.
La terza canzone si intitola “Er camerata”. Cantata completamente in dialetto romanesco è un simbolo di cosa vuol dire essere camerati e come ci si debba comportare tra camerati.
La quarta canzone “Nessun rimorso” attacca lo stile di vita che questa società ci impone.
La quinta canzone…”surf Nazi Must live” è una canzone che canta di nazi surf che vengono invidiati da tutti gli altri gruppi della spiaggia ma loro ovviamente se ne fottono…surf nazi must live!!!!!!!
La Sesta canzone…”quando c’era lui” siete sicuri che debba dirvi di chi parla?
La settima si intitola “Enola Gay” è un attacco deciso all’infame colonialismo yankee che quotidianamente fa migliaia di morti in ogni parte del mondo cercando di imporre il suo stile di vita…ma cè chi ha ancora voglia di pensare!!!!
L’ottava canzone, “Se tu…” è bellissima..stupenda…narra di un ragazzo o si una ragazza di voi o di me…. Che andando epr el strade di Roma a sguardo fiero capiamo che il nostro mondo non cè “ma qualcosa può andar meglio se tu sei con me…” chi è il tu? Il camerata, la ragazza, fate voi…ma comunque quel tu è essenziale.
La nona canzone “La Crisi”, parla della crisi dell’anima che tutti noi stiamo vivendo..la crisi è dentro te….
L’ultima canzone dal titolo che inorgoglisce, o almeno a me fa questo effetto, è “Ricordati di Roma”, la canzone ci ricorda quale è il sangue che ci scorre dentro….le legioni, l’impero…Bellissima..

Che dire il cd è bello,anzi stupendo, le canzoni una più bella dell’altra…

Saluti
Eja

Camerata Giovanni Fiumicino

 

  270bis - DECIMO
 
Decimo Album 270bis
01 Cara Amica
02 Libertari
03 Non Scordo
04 Oceano di guerrieri
05 Salve Sole
06 Intro Settembre Nero
07 Settembre Nero
08 Claretta e Ben
09 C'è in te
10 Eri Bella
11 Una notte all'Irish Rover
12 Ehi Guardia
13 El Bandido
14 Bomber Nero
15 270 Bis
 

RECENSIONE

I 270Bis non hanno bisogno di presentazione. Gruppo ormai storico negli ambienti della Destra Radicale (e non solo) , capitanato dal carismatico cantante Marcello De Angelis (ex militante di Terza Posizione, direttore della rivista della Destra Sociale “Area”), fece uscire nel 2003 questo disco che celebrava i 10 anni di carriera della band. Infatti “Decimo” è una sorta di best of, che ripropone il meglio degli album pubblicati precedentemente dalla band. Vengono quindi riproposti ben 15 brani con arrangiamenti diversi dagli originali in cui la band mostra la sua buona tecnica e il suo eccletismo musicale combinati a dei testi mai banali, mischiando come suo solito vari tipi di generi musicali. Si passa infatti dal pop-rock della mitica “Claretta e Ben”, al jazz di “Bomber Nero”, e alla simpatica ballata “Una notte all’Irish Rover”. Splendida anche “Settembre Nero”. Anche il livello delle altre composizioni resta elevato, infatti mi sento di consigliare l’album a chi intende avvicinarsi a questo gruppo.

 

Camerata Cris

  270bis - TRACCE
  Tracce 270bis 01 Masha
02 Siuil a gra
03 Il poeta
04 Nanni è partito
05 Nella tua stanza
06 Chi più mi prenderà
07 La bambina
08 La giostra del cuor
09 Nannanaja nanananna
10 Vorrei
11 Canto di un sufi metropolitano
 

RECENSIONE

Un sensuale abbraccio lungo 20 anni.
Questa è la piacevole sensazione che ci ha lasciato l'ascolto di Tracce, l'ultima uscita dei 270 Bis.
Un album dalle intense emozioni, una pelle d'oca crescente, un continuo riaffiorare di ricordi, che si rincorrono lungo lle 11 Tracce.
Una veste grafica essenziale ma curata; dei suoni semplici ma gradevolissimi; e i testi,che dire, molti già li conoscevano, i restanti ricalcano per intensità e bellezza i precedenti.
Gli ottimi arrangiamenti ed un uso calibrato del sax rendono questo cd piacevole anche ad un "orecchio profano",senza mai salire di tono, rimanendo sempre su tonalità soffuse.
Profonda è,in alcuni pezzi, la contaminazione celtico-irlandese;ad un tuffo nell'infanzia passata e ai giochi di cortile ci porta "la bambina" con registrazioni di sottofondo del vociame fanciullesco.
E poi, ancora, quella poesia musicata chiamata "Masha"e "Il poeta" e "Nella tua stanza".
Insomma, un album da acquistare.
E custodire.


Camerata Mimmo

 

  Skoll - SOLE E ACCIAIO
  Skoll Sole e Acciaio 01 Tokyo Quattrocinque
02 C'è un posto vuoto
03 Radio Mishima
04 12 Novembre
05 Unità d'attacco Shikishima
06 Patriottismo
07 Sole e Acciaio
08 Belle èpoque
09 Quella periferia
10 I giorni più strani
11 Icaro
 

RECENSIONE

Skoll è un cantautore e uno scrittore di grandissimo talento, meritevole certamente di essere considerato un pilastro fondamentale della musica alternativa e del Rock Identitario. Questo album è stato dedicato infatti ad un personaggio per il quale lui provava una profonda stima: si tratta appunto di Yukio Mishima, scrittore "estetista" Giapponese, che si tolse la vita con la pratica del seppuku, quella con cui gli antichi Samurai si suicidavano dopo essere stati sconfitti in battaglia. Motivo della scelta di questo personaggio è la sua forte carica patriottica ed identitaria, per l'antico Giappone dell'Imperatore dell'Onore e della Lealtà(come emerge dalla canzone "Radio Mishima") dei valori guerrieri, che contrasta il Giappone moderno sottomesso agli Stati Uniti: il suicidio in una caserma da lui occupata è stato appunto un atto simbolico. Ed è appunto la cultura giapponese che emerge in tutta la sua carica sia eroica sia poetica come ad esempio si parla del Kamikaze dell'"Unità d'attacco Shikishima". Si tratta indubbiamente di un ottimo album per chi ama il Rock Identitario.

Davide Balestri

 

Sotto Fascia Semplice - FILO SPINATO
Sotto Fascia Semplice, Filo Spinato

01 Sorpasso Elettronico
02 Repubblica
03 Chi siete
04 W l'I-taglia 05 Nossignore
06 Legione
07 Richiamo delle masse
08 Tenaglia
09 Filo Spinato
10 SFS V-Finale

Gli Arditi lo tagliavano e passavano oltre



Dire che se ne sentiva il bisogno sarebbe davvero troppo poco. Dire che “Filo spinato” è eccezionale, siderale, sconvolgente, tranciante, chirurgico, avanguardista, fiammante, alchemico, creativo, illuminante, non basta: sono solo aggettivi che il cd di Sotto Fascia Semplice si merita tutti. Ma già lo snocciolare questi qualificativi produce una perdita di potenza di quel Verbo-Mito che è meglio, molto meglio lasciar parlare da sé.
Ora è da vedere come reagirà il pubblico; quanto questo capolavoro piacerà ai fascioconsumatori che spesso stanno al fascismo come i guardoni dell'avanspettacolo stanno
all'eros.
Credo che, da buon prodotto di avanguardia, tarderà a decollare ma poi, conquistando un'attualità atemporale, prenderà una quota tale da divenire un evento, uno dei rarissimi eventi, di Rivoluzione Culturale. Sbaglierò ma credo che fra venti anni si parlerà ancora
di questo cd; o meglio della forza che ha prodotto questo cd e che da esso si sprigiona.

Non è un messaggio comodo

Quello che il compact disc fa è passare completamente il cancellino sulla lavagna delle frasi fatte, dei comportamenti stereotipati, delle banalità, delle rese quotidiane mascherate dietro ghigni ringhianti, degli avvizzimenti, dei riflessi condizionati, dei pregiudizi distorti. E lo fa non già da anima stanca ma da spirito ardente. Ti getta in faccia tutto l'essenziale, nudo ti pone di fronte allo specchio; ti ricorda che il primo nemico sei tu e che puoi vincere ma solo se evochi il tuo nume più profondo, se conosci te stesso, se diventi te stesso. Non è un messaggio comodo: non può essere canticchiato a cuor leggero senza mettersi in discussione (se stessi non le radici, se stessi, non i principi, se stessi non le origini, se stessi non l'essenza). È per questo che inizialmente, ritengo, verrà rigettato da parecchi; perché in molti, anche tra noi, sono così simili all'ultimo uomo zarathustriano che saltella come una pulce e che ride se sulla corda tesa prevale il demone di gravità. Per costoro “Filo spinato” sarà un'offesa così come Sfs già sa visto che ce lo dice nell'ouverture “Sorpasso elettronico”.

Certo che offendi

“Voglio stare davanti; forse sbaglio ma ci provo; non voglio nessuno davanti come quando vado in moto. (...) Serve una cosa strana, sopra gli altri di una testa; forse sbaglio ma ci provo, forse offendo ma ci provo”. Certo che offendi: la verità è sempre insultante per chi si è
costruito un pupazzo di cui è prigioniero; il re nudo è sdegnato se gli si dimostra che è nudo; e se s'indigna il re figurati i sudditi.... Ma chissenefrega di chi si offende. Speriamo anzi che si offendano in parecchi: saranno sempre troppo pochi! C'è davvero bisogno della “rivolta
elettronica” di qualcosa che di fronte allo sfacelo della nostra società ci dia l'orgoglio, la forza, il coraggio, l'innocenza e la spinta per reagire trovando i fondamentali non smarriti ma solo assopiti. È proprio di lì che Sfs riparte per una sfida alla classe giornalistica e politica che ha voluto cucinarci un'italietta immaginata all'estero, che ci vuole ridurre a rappresentanti di quell'italietta prodotta da chi ha costruito questa “Repubblica” facendo
fuori chi “combatteva per un'altra Repubblica; per un'altra Repubblica, per un'altra Repubblica...” Ma è tempo di smetterla di scrollare le spalle, è ora di farci forza, di reagire e gridare infine: “siamo Italiani! E non lo possiamo permettere, non lo dobbiamo permettere:
per questo Viva l'Itaglia che taglia come le baionette! (...) Siamo Italiani e capaci di scegliere se resistere o cessare di esistere. Viva l'Itaglia che taglia come le baionette, Viva l'Itaglia che taglia come le baionette!”

Il falso dibattito

Probabilmente il dibattito s'incentrerà su “No signore”, pezzo bellissimo e condivisibilissimo che mette in discussione gli stereotipi reazionari incrostatisi negli ultimi decenni su di un'area fossilizzata. Ho avuto modo di dire in più circostanze che non condivido le affermazioni categoriche dei codini sulle Rivoluzioni e sul Risorgimento. In questo concordo appieno nella critica di Adriano Romualdi ad Evola che, tra mille meriti fondamentali, ha avuto però il torto di mescolare temi della Controrivoluzione con quelli – del tutto diversi – della Rivoluzione Conservatrice. Dunque potrei controfirmare “No signore”.
È plausibile che il pezzo farà discutere parecchio ma se ciò accadrà sarà un'ulteriore comprova di un'arretratezza mentale generalizzata perché, qualunque convinzione si abbia in merito, stiamo comunque parlando di un elemento pre-politico (o addirittura para-politico) e quindi inessenziale. A chiamarci in causa dovrebbero essere “Sorpasso elettronico”, “Richiamo delle masse” e “Tenaglia” oltre, ovviamente, alla straordinariamente lineare e pulita conclusione di “Filo spinato” che dà appunto il nome al cd.

Tenaglia

Il perno di tutto l'insieme? Per me è “Tenaglia”: è quella che permette di tagliare il filo spinato ma la tenaglia non la puoi usare fino a quando non sei entrato in essa, non sei tu la tenaglia; una verità che ci viene dal profondo dei secoli, dei millenni, che dobbiamo solo
ascoltare e a cui, con molta maggior difficoltà, dobbiamo aderire. Come? Forse obbedendo al consiglio de “L'ultimo Samurai”: “meno mente!” “Mi chiamo tenaglia: chi mi cerca mi trova, ma chi mi prende sbaglia... Due lame, due volte una, un sorriso di luna (...) Si dice che la mia forza è la tua ma non so se riuscirai, se veramente potrai distendere lo spazio che hai
tra le sopracciglia perché mi chiamo tenaglia e per me cipiglio sa di coniglio (...) Mi chiamo tenaglia e sono fatta per recidere, incidere, irrimediabilmente ledere ogni maestà di parola, d'immagine (...) E come Medusa io ti presento una voragine di pietra dura (...) Io sarò la tua
gogna: in ogni caso senza di me non potrai mai passare; mi chiamo tenaglia e servo per tagliare, il verbo che mi muove è un verbo segreto: tu non pensare mai che taglierò io
il tuo filo spinato”. Tocca a te; e se diserti o fallisci non prendertela con nessun altro all'infuori di te...

Il filo spinato

Il pezzo è troppo bello e chiaro per essere recensito e soprattutto non voglio togliere la sorpresa a chi dovesse ancora ascoltarlo. Dico solo che il cd ci spinge proprio a questo: a tagliare il filo spinato, e a tagliarci con essi (perché solo con il sangue scrive lo spirito), sì da
essere finalmente di nuovo liberi.

Note e luce

Non sono un grande critico musicale ma, benché stonato e attempato, so di avere da sempre un minimo di consapevolezza e di gusto. Ebbene, non ho esitazioni nell'affermare che il cd è musicalmente molto buono; ma non solo, anche il rapporto tra note, anima e spirito indica una catarsi che ha dato vita a una luminosità e a una solarità energica e non stucchevole.
È un percorso di avanguardia che forse potremmo dare per iniziato proprio con “Avanguardia” e che, tramite “Idrovolante”, ha portato Sfs al centro, all'essenziale, alla libertà, all'innovazione, al messaggio forte ed elettrizzante. E anche la serenità si va affermando in linea crescente; i due pezzi solo musicali, “Legione” e Sfs V – Finale”, sono solari; il primo di una solarità guerriera, il secondo di una solarità non a caso felice e liberata. Insomma: io sono inebriato: l'unico consiglio che posso dare è compratene quattro copie: una per voi da ascoltare fino a che vi entri negli automatismi e tre da regalare: sarebbe
una delle rare volte che fareste un dono e che offrireste un germoglio.
Poi il resto spetta a noi: chi diverrà tenaglia?

Gabriele Adinolfi