13/1/2008
DI ECOBALLE SI MUORE
"Gli interessi del Nord, quelli della camorra, le collusioni di destra e di sinistra: l'emergenza rifiuti in Campania è oro". Questo scrivevamo in giugno su "Giustizia Giusta", prendendo spunto da un inchiesta/verità di Roberto Saviano. Un'inchiesta con cui s'intendeva dimostrare come la storia dei rifiuti è la storia delle cosche politico-camorristiche, delle rivolte contro i camion, dei bimbi deformi, dei tumori fermentanti, dei silenzi comprati, di una magistratura inerte quando non complice.
Ed è anche quella di un intero Paese che "sversa" i suoi rifiuti al Sud e che dal Sud prende risorse. "A Nord si pulisce, si raccoglie, si è in equilibrio con l'ambiente. A Sud si sotterra, si lercia, si brucia". Certamente; e però le imprese di raccolta rifiuti sono tra le migliori in Italia ed in Europa capaci di entrare in relazione con i più importanti gruppi del mondo.
"La politica", a dire di Raffaele Cutolo, "è l'arte di fottere chi sta con te per ideologia e tu lo fai per affari". Vediamoli gli ideologhi, estraendone esemplarmente dall'immondo mucchio soltanto alcuni:
· Giuseppe Valente, uomo di Forza Italia e presidente del Ce4 fino al commissariamento del consorzio avvenuto a fine luglio del 2006;
· Nicola Ferraro, elemento di spicco dell'Udeur e presidente della Commissione Permanente della Regione campana;
· Angelo Brancaccio ex sindaco Ds di Orta di Atella, un pregiudicato capace di essere eletto con il 90% dei voti, oggi consigliere regionale e segretario dell'Ufficio di Presidenza.
Costoro insieme ai vari Commissari ed ai politici che si sono alternati alla Presidenza della Regione hanno costruito e gestito "emergenze", vale a dire quelle "normalità" dette emergenziali nei momenti in cui, grazie alla disponibilità dei gazzettieri organici, si rende necessario sviare l'attenzione dell'opinione pubblica dai problemi reali. Nel caso dalla "normalità" monnezza. E' in tal modo che la gestione Rastrelli (An) e la gestione Bassolino (Ds) hanno inondato di soldi il settore dei rifiuti. Con buona pace della popolazione che, stanca di essere attossicata, si è infine decisa a ribellarsi e che viene, quindi, criminalizzata. E si costruisce così ancora un'altra "emergenza": quella degli infiltrati di camorra e dei curvaroli targati NISS.
La "emergenza" rifiuti in Campania è uno dei momenti in cui si guadagna di più. Quando si cumulano sacchetti, i bronchi dei cittadini si irritano, la benzina viene gettata sui bidoni per bruciarli, quando le televisioni di tutto il mondo riprendono i cassonetti che sembrano sventrati con le budella da fuori, c'è necessità di toglierli per evitare epidemie gravi, c'è necessità di risolvere subito, non badando dove si smaltirà e i mezzi che lo faranno, questa necessità porta a usare i mezzi bobcat, camion, appaltati con noli a freddo e a caldo, ossia non controllabili e quindi facilmente gestibili dalle ditte dei clan.
L'emergenza non è mai creata direttamente dai clan, il problema è che la politica degli ultimi anni non è riuscita a chiudere il ciclo dei rifiuti. Le discariche si esauriscono, si è finto di non capire che fino a quando sarebbe rimasto tutto in discarica non c'era la possibilità matematica di non arrivare a una situazione di saturazione. In discarica dovrebbe andare pochissimo, quando nelle discariche finisce tutto, la discarica si intasa. Quando non si è arrivati a costruire inceneritori (oggi detti aulicamente termovalorizzatori) dando garanzie alle popolazioni, quando non si è arrivati a una seria raccolta differenziata, a una battaglia reale contro le imprese di rifiuti vicini ai clan, non si è arrivati a far nulla.
Non chiudendo il ciclo si accumulano le ecoballe, ossia il combustibile solido triturato ottenuto trattando i rifiuti solidi urbani, insomma giganteschi sacchettoni di immondizia tritata. Ecoballe in attesa di venire bruciate. Ma si è scoperto pochi mesi fa che "non sono state impacchettate a norma, quindi non potranno mai più essere smaltite (posto che ci vorrebbe un quarto di secolo per tentare di farlo) e con l'impossibilità di bruciarle il meccanismo in cui hanno investito quasi tutti i clan politico-camorristici si scopre vincente, perché fittare terreni per le ecoballe sarà una risorsa continua e costante". Insomma, non si smaltiranno mai le ecoballe e lo Stato continuerà a pagare il fitto delle terre senza limite
E il tanfo. "All'inizio somiglia a quello del pesce marcio, poi muta in un sapore orrendo come una somma di tutti i peggiori odori esistenti, un'addizione di tutto ciò che si decompone, marcisce". E tu, partenopeo Uomo del Colle, che fai dinanzi al disfacimento delle tue terre ed all'attossicazione mortale delle tue genti? Sentenzi dalla "Piazzetta" di Capri, dove il tanfo di Napoli non potrà mai arrivare.
"Quand'è nato Francesco sembrava andasse tutto bene. Dalle mani dell'ostetrica però viene direttamente portato in incubatrice. La madre l'ha intravisto appena. Al bimbo manca un rene, i ventricoli del cuore hanno disfunzioni gravi, l'ano è imperforato. Ma se lo guardi, il piccolo però sembra perfetto, sgambetta, ha un viso sereno". Una mostruosità eccezionale? No, per Dio. E' normalità, la normalità di queste terre. L'80 per cento delle malformazioni fetali in più rispetto alla media nazionale. Sono gli ultimi dati pubblicati dall'Organizzazione mondiale della sanità a dirlo. E parlano anche di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 16 per cento rispetto alla media nazionale. E sono le donne le più colpite.
Lo ripetiamo: la storia dei rifiuti potrebbe essere fatta attraverso le cartelle cliniche dei bimbi deformi e le biografie dei malati di cancro, attraverso i territori dell'entroterra che prima coltivavano ortaggi e ora raccolgono rifiuti d'ogni genere. Napoli e la Campania ciclicamente si gonfiano di tonnellate di spazzatura. Però nessuno sembra comprendere cosa accade e cosa vi sia dietro, se non "una generica e cronica incapacità politica a gestire il problema". Nessuno è responsabile ma sono tutti coinvolti. E tutti restano al loro posto di comando a lucrare, asserragliati nei palazzi del potere e nelle loro ville poste nei quartieri alti, lindi ed asettici, che parlano di Svizzera e non di Campania. Là, dove non arriva il tanfo.
E la Magistratura? E i giovani procuratori partenopei, primo tra tutti il guerrigliero Paolo Mancuso, sempre pronti a scendere in piazza in difesa dei loro diritti di privilegiati dove erano, dove sono? Hanno mai cercato di bloccare la distribuzione dei prodotti agroalimentari in una terra dove scientificamente è stato provato che i veleni tossici delle discariche, legali o illegali, sono massicci con conseguenze ben mmaginabili?
E' tempo d'insorgenza, di Lotta di Popolo contro la criminalità istituzionale che da troppi anni tutto divora e tutto distrugge con la rete di discariche, cave, camion, ecoballe, finanziamenti pubblici disinvoltamente assegnati alla camorra ed a una borghesia imprenditoriale capace, per logica di profitto, di condizionare la salute e la stessa vita di milioni di persone. E' tempo di dimostrare che lo "ordine" non può essere ristabilito dalla Cavalleria di Dik Tracy/De Gennaro anche se munito di poteri speciali fornitigli, in deroga delle leggi dello Stato (?), da una banda di masnadieri senza onore guidata da un inguardabile, anche esteticamente, bolognese.
Paolo Signorelli |