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SU RAVENNA |
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31/10/2008 SOLIDARIETA' AI RAGAZZI DEL BLOCCO La federazione di Cesenatico della Fiamma Tricolore, nonché il movimento giovanile ravennate e cesenate esprimono la loro solidarietà ai ragazzi del Blocco Studentesco, assaliti dai centri sociali, mentre portavano il loro contributo, senza simboli di partito alla manifestazione studentesca del 27 ottobre a Roma. I video, pubblicati dalla suddetta organizzazione, testimoniano chiaramente da chi è giunta l’aggressione, cioè dai collettivi antifascisti: questo non per altro che per tentare di monopolizzare da parte loro l’intero corteo studentesco proponendo slogan ideologizzati, finalizzati unicamente a farsi propaganda politica in quel contesto.
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25/10/2008 IMMIGRAZIONE... SE NE ACCORGONO ORA Troviamo giuste le analisi e le puntualizzazioni del consigliere comunale di Lista per RA Ancisi del 20 ottobre, in merito all'esponenziale aumento della popolazione giovanile straniera, anche in previsione futura, ma ci viene da dire che è la "scoperta dell'acqua calda".
Sarà perchè siamo prevenuti, ma queste situazioni nel ravennate, la Fiamma Tricolore le aveva già fatte notare negli anni precedenti.
Le problematiche legate all'aumento del numero degli immigrati residenti nel territorio provinciale toccavano già alte percentuali nel 2006, con gli immigrati di seconda generazione, che negli istituti del comune di Conselice dagli asili sino alla scuola media, arrivavano già al 17%, seguiti da percentuali di poco infeririori nei comuni di Massa Lombarda e Fusignano.
Nel 2007 la Fiamma Tricolore segnalò altri dati preoccupanti degli anni precedenti: la Questura di Ravenna nel 2005 rilasciò 24.180 permessi di soggiorno, contro i 20.590 del 2004, senza conteggiare i clandestini; sempre nel 2005 il rapporto dell' AUSL di Ravenna, parlava del 12,6% di cittadini stranieri che usufruivano dei servizi di Pronti Soccorsi AUSL a fronte di una popolazione extraitaliana allora del 6,3% (esattamente il doppio); nello stesso rapporto si può evincere anche come nell'arco di un anno un cittadino italiano su 3 (33,3%) si rivolge al Pronto Soccorso, mentre per gli stranieri sono uno su 2 (50%).
Daltronde che gli stranieri siano più prolifici degli italiani nel fare figli è un fatto certo e consolidato da anni che non poteva che portare a simili risultati.
Da non sottovalure un'altro aspetto della nostra legge, grazie alla quale ogni anno migliaia di stranieri diventano connazionali grazie a matrimoni con italiani.
Ma a parte qualche provvedimento dei singoli comuni nell'incentivare le nascite italiane a tutti gli effetti, col rischio di essere tacciati di "razzismo", toccava ai governi nazionali prendere decisioni concrete per fermare o limitare l'immigrazione, e mi pare che l'attuale che si preoccupa di aprire nuovi C.P.T. C.I.E. non sia sulla strada giusta, visto che ora l'obsoleto slogan "Padroni a casa nostra" può andare in pensione: è notizia di questi giorni che sarà l'Unione Europea a gestire il problema dell'immigrazione clandestina, da Malta alla Finlandia, dopo che con la stesura del Trattato di Lisbona sempre la U.E. aveva già pensato a programmare e gestire l'immigrazione regolare nei paesi aderenti...
Daltrocanto questo lo hanno voluto TUTTI i partiti presenti nel Parlamento italiano (compresi i piccoli inglobati durante le elezioni dal PD e PDL), come testimoniato dal VOTO UNANIME all'adesione del nefasto trattato.
Ma non era la Lega Nord che poche settimana prima ne aveva festeggiato la bocciatura da parte dell'Irlanda?
Paolo Casadio,
FIAMMA TRICOLORE,
federazione di Ravenna.
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11/10/2008 INCONTRO PUBBLICO A CESENATICO RUSSIA PER L'EUROPA ![]() |
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11/10/2008 ALTRI CHIARIMENTI SULLA QUESTIONE "MERCATO COPERTO" Per onestà intellettuale e correttezza politica, vorrei aggiungere un paio di considerazioni al mio recente intervento “anti-Antonellini” sul Mercato Coperto. La vicenda giudiziaria è molto complessa e necessita di alcuni ulteriori chiarimenti. Come oramai tutti sanno, la sentenza del TAR dell’Emilia-Romagna n° 476 del 7/4/2004 ha annullato, oltre al “Piano Quadro del Centro Urbano” [ovvero la riproposizione dei famigerati “H15” (palazzi alti 15 mt) previsti nel PRG ‘90], anche la prima delibera di alienazione del Mercato Coperto, la n° 99 approvata nel Consiglio Comunale del 2/12/2002. Nell’ottobre 2004 l’Amministrazione Comunale (l’attuale Sindaco si era appena insediato) decise “orgogliosamente” di impugnare questo devastante provvedimento presso il Consiglio di Stato, chiedendone la cancellazione. E, come da me affermato nei giorni scorsi, il più alto organo della giustizia amministrativa italiana deve ancora pronunciarsi in merito. Quindi, al contrario di quello che dice il Sindaco, è da quattro anni che aspettiamo il responso del Consiglio di Stato, non quello del TAR! Ma a questa strana storia di “degrado urbano doloso” va aggiunto un altro capitolo. Nonostante il Consiglio di Stato non abbia ancora scucito parola e quindi non abbia ancora individuato alcun “perimetro normativo”, nel settembre-ottobre 2005 la Giunta Antonellini ha testardamente approvato altre due delibere, una di sdemanializzazione ed una di alienazione dell’immobile. Una vendita inquadrata però all’interno di un piano urbanistico che darebbe all’eventuale acquirente la possibilità di elevarsi non più fino ai 15 mt, ma massimo fino a 10 mt circa. La dimostrazione palese del fatto che non è mai esistito alcun “piano di sistemazione” dell’edificio, ma solo e semplicemente l’aperta volontà del centro-sinistra locale, incurante del “precariato giudiziario”, di disfarsene al più presto. A qualsiasi condizione! Comunque, anche queste ultime due delibere di Consiglio Comunale (la n° 62 e 74 del 2005) sono state impugnate nel 2006 presso il TAR dell’Emilia-Romagna dall’ing. Sergio Guerrini e siamo ancora in attesa di sentenza… Quindi, ad oggi al TAR vi sono due ricorsi in merito al Mercato Coperto, ma sono “solo” due anni (e non quattro) che si attende relativa risposta. Nel mio precedente comunicato-stampa ho trascurato quest’ultima “tappa” perché ovviamente il pronunciamento più importante sarà quello del Consiglio di Stato: qualsiasi risposta verrà dal TAR di Bologna sarà parziale, non definitiva, anche sulla sdemanializzazione e “alienazione ridotta”. Da ultimo, vale la pena ricordare che nel giugno 2006 (quindi dopo l’ultima tentata vendita) la Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna ha emesso un decreto di “tutela indiretta” sul Mercato Coperto, decisione che ne impedisce definitivamente la sopraelevazione ma non ne garantisce la ristrutturazione pubblica ed il suo straordinario valore sociale, economico ed urbanistico (infatti è pendente un ricorso al TAR anche contro tale decreto…). Certo, non è semplice riassumere in poche righe un decennio di storia alfonsinese, ma mi auguro che ora tutta la vicenda risulti più chiara. Perdonatemi, ma ogni volta che scrivo di questo argomento, mi assale una profonda tristezza e mi chiedo: quale altro paese (anche in Romagna) tratta in questa maniera il suo Mercato Coperto, bene definito “inalienabile” dalla stesso Codice Civile?
Distinti saluti
FEDERICO PATTUELLI Fiamma Tricolore Ravenna Consigliere Comunale de “La Casa delle Libertà per Alfonsine” cell. 339 4599717 (nei giorni feriali dopo le ore 18)
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10/10/2008 L'ADDIO DI UN "GRANDE STATISTA"? Dunque è ufficiale: il dott. Angelo Antonellini nel 2009 non si ricandiderà più alla carica di Sindaco. Lo ha annunciato qualche settimana fa attraverso alcune interessanti interviste concesse alla stampa locale. Deciso a seguire le orme del “decadente” Romano Prodi, ha dichiarato di voler fare a tempo pieno il nonno e continuare ad interessarsi dei gemellaggi con i paesi africani… Leggendo gli articoli che gli hanno dedicato, a mio parere emerge però un’immagine falsata dell’attuale “primo cittadino”. Ipertrofizzando artatamente una serie di coincidenze temporali, lo si fa apparire come un “grande statista”, mentre abbiamo forse assistito ad una delle legislature più scontate ed anonime della nostra storia recente. L’”uomo delle grandi opere”, della Variante alla SS16 e del “Polo Scolastico”, si è rivelato uno dei tanti “signorsì di partito”, o meglio dell’ANPI… FEDERICO PATTUELLI
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9/10/2008 AZIONE CONTRO CARO-CARBURANTI
Nella notte tra sabato 4 ottobre e domenica 5 ottobre, alcuni militanti
della Fiamma Tricolore hanno piazzato su diversi distributori
dell’Adriatica(SS16), tra Cesenatico e Ravenna, dei manifesti, volantini
e striscioni: un’opera di controinformazione sul caro carburanti, volta Mentre pochi guadagnano, i cittadini, come al solito, sono sempre più
spremuti.
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2/10/2008 NO ALLA CONSULTA IMMIGRATI DI FAENZA Questa sera all'interno della Sala Consiliare di Faenza, la Federazione provinciale della Fiamma Tricolore contesterà con la presenza di alcuni militanti "capitanati"dal nostro Consigliere comunale di Alfonsine Federico Pattuelli, la scelta dell' Amministrazione manfreda di dare vita alla locale Consulta degli immigrati.
Un NO derivante da alcune considerazioni, come la scelta razzista di farvi partecipare solo alcune etnie a discapito di altre: non si capisce perchè venga proposto che ad essere rappresentati possono esserlo albanesi e non sloveni, svizzeri e non austriaci, norvegesi sì e svedesi no, oppure polacchi e slovacchi e non ucraini e russi.
La richiesta di codesta Consulta è esigenza reale delle comunità straniere oppure un'iniziativa partita dall'amministrazione, la quale ci pare di capire si accollerà e di conseguenza tutti i cittadini italiani, le spese sostenute in seguito per le elezioni dei rappresentanti?
Ad oggi in molti casi, questi organismi non hanno realizzato lo scopo per cui sono state create, vedi l'integrazione e la ribalta delle necessità dei gruppi etnici residenti, tesi sostenuta da istituzioni anche del passato governo di centrosinistra: senza andare troppo lontano, basta vedere cosa ha portato la Consulta degli immigrati a Ravenna, in realtà una latitanza in molti casi che vedevano coinvolti esigenze e problamatiche legate agli stranieri.
Per ultimo sottolineamo con maggior preoccupazione, la possibilità che questo organismo sia in realtà uno strumento per poi giungere tra non molto come accaduto nel capoluogo di provincia, ai "consiglieri stranieri AGGIUNTI", in barba alla Costituzione Repubblicana ed ai regolamenti elettorali necessari per essere rappresentanti dei cittadini.
Paolo Casadio, Commissario provinciale del Movimento Sociale- FIAMMA TRICOLORE.
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10/8/2008 PRESIDIO ANTI-ABUSIVO Il volantinaggio effettuato dalle categorie dei commercianti cervesi, ha guarda caso, anticipato il nostro peraltro già preannunciato per domenica 10 agosto a Milano Marittima e in calendario da oltre 40 giorni, in merito alle tematiche legate all'abusivismo commerciale. Ma l'iniziativa delle associazioni di categoria, oltre a risottolineare le già arcinote conseguenze negative che si riversano nei confronti dei commercianti in regola e le varie mafie che danno vita a questo enorme giro economico di malaffare, non propongono nulla di alternativo su come eliminare il problema.
Sono anni che sulle spiaggie e nelle piazze della Romagna come del resto del paese, si gioca ad un comico teatrino di "guardie e ladri", tra Forze dell'oridine e vù cumpra, senza risolvere il problema, che anzichè diminuire, si amplia.
Questo poichè i pochi irregolari che svolgono tale "mestiere" non vengono espulsi, ma anche perchè la restante maggioranza di venditori abusivi hanno regolare permesso di soggiorno, e sono coloro che o restano senza lavoro dopo la scadenza di un contratto, ma attenzione, molti sono gli stranieri che si licenziano dalla fabbrica o da altri posti di lavoro, per fare il venditore (abusivo) in giro per le strade e spiagge.
Perchè a vendere merce contraffatta e fuori dalle normative vigenti, si guadagna maggiormente e si fatica meno che svolgere le mansioni di operaio metalmeccanico, agricolo, edile, etc.
Infatti nella "controprotesta" inscenata ieri sul momento, i vù cumpra esibivano un cartello con scritto non DATECI UN LAVORO, ma bensì "Paghiamo le tasse ma dateci un posto dove vendere."
Lor signori dovrebbero sapere che è fatto divieto vendere merce sulla spiaggia, come è vietato occupare il bagnasciuga senza autorizzazione, ma ammesso che gli fosse accordata tale concessione, come penserebbero di fare concorrenza ai negozi se poi la merce da vendere, tutta quanta a norma di legge con tanto di I.v.a., non potrebbe più avere per logica prezzi vantaggiosi e concorrenziali per gli acquirenti?
Come risolvere il problema?
Bloccare le "quoti stagionali"di lavoratori stranieri che ogni anno arrivano in Italia, i quali vengono avviati verso quei lavori, specialmente estivi, per cui alcune categorie, agricoltura e turismo in primis, cercano "disperatamente" (chissà perchè...) manodopera straniera e sostituirli con i vù cumprà sparsi nel territorio.
Lo Stato o per loro le regioni, dia vita nel paese a veri e propri uffici di collocamento in tal senso (così creando nuovi posti di lavoro), così da coordinare le richieste di manodopera
con i lavoratori da avviare alle mansioni richieste.
Chi non accetta deve essere rimpatriato.
Paolo Casadio, FIAMMA TRICOLORE-Ravenna.
Ribadiamo per l'ennesima volta la nostra proposta.
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3/8/2008 FERMA L'INVASIONE STRANIERA DISTUGGI LA SOCIETA' MULTIRAZZIALE Presidio contro l'occupazione degli appartamenti delle famiglie dei Carabinieri a Lido Adriano da parte degli immigrati. Ad inizio agosto 2007, esattamente un anno fa, il Sindaco Matteucci promise di impegnarsi personalmente affinché gli appartamenti realizzati originariamente per ospitare i carabinieri di stanza a Lido Adriano e le rispettive famiglie, fossero sgombrate dagli inquilini, ivi collocati dai locali Servizi Sociali grazie ad una delibera comunale del 4 aprile 2000, che concedeva loro l’uso momentaneo, (si noti bene) dal 15 marzo al 15 dicembre 2000 !!! Se Matteucci si erge a paladino dell’ordine e della sicurezza, ne dia prova concreta…..
Movimento Sociale-Fiamma Tricolore
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15/6/2008 I PANNI SPORCHI SI LAVANO IN FAMIGLIA Dopo aver letto le affermazioni del sindaco Matteucci e Farabegoli ci si rende conto di essere in un paese dove certa gentaglia che diffonde ancora messaggi di odio politico viene coperta dalle istituzioni. Questi vengono a parlare di manifestazione fascista. Ma perché non prendono posizioni contro una manifestazione non autorizzata avvenuta a pochi metri dalla nostra di esponenti di Rifondazione Comunista e di formazioni sindacali di sinistra estrema? Perché non condannano i loro slogan inneggianti alla violenza politica, che hanno rivolto da subito contro di noi? “Uccidere fascista non è reato” o inni alle foibe. Questo si sentiva dalla loro parte. Gli stessi slogan che cantavano coloro che hanno ucciso Sergio Ramelli, o i fratelli di Primavalle e che molti di una classe intellettuale sessantottina non hanno desistito nel ripetere per molti decenni. “Casco in testa chiave nella mano, i fascisti devono morir, che ne faremo delle camicie nere, un sol fascio e poi li brucerem.” Eccone un altro. E’ veramente squallido sentire ancora certi messaggi, quando possiamo dire con immenso piacere che gli anni di piombo sono terminati da un pezzo. La risposta è una sola: I PANNI SPORCHI SI LAVANO IN FAMIGLIA. Eh già! Matteucci e Farabegoli erano presenti alla manifestazione, ed erano nelle fila di quei “non violenti” antifascisti che in maniera spavalda(perché 40 contro 7, coadiuvati da altre decine di immigrati), lanciavano il loro messaggio di odio politico. Così una contestazione di una vera e propria ingiustizia fatta nei confronti dei cittadini italiani è divenuta terreno di scontro. Sono i militanti di sinistra estrema, in combutta con la giunta comunale, che fanno sì che i lavoratori italiani debbano cedere alla concorrenza degli immigrati sottopagati! Sono loro che creano un impoverimento generale di tutti i cittadini che dovrebbero invece essere rappresentati! Sono loro che difendono ad oltranza i diritti degli immigrati, perché i lavoratori italiani ormai non si trovano più sulle loro posizioni! Ma non importa. Poche persone si sono mosse contro di un sistema che genera disparità, che fa sì che stranieri debbano essere trattati meglio degli stessi cittadini italiani. Pochi leoni contro 40 sciacalli. Loro ci sono stati, ed è a loro che è andato il plauso della maggior parte dei cittadini italiani residenti nella frazione di Lido Adriano. E con questo ribadisco: FUORI GLI IMMIGRATI DALLE ISTITUZIONI ITALIANE! Nazionalisti(o "xenofobi", tanto per alcuni è la stessa cosa) saluti Davide Balestri Resp. Giovanile Fiamma Tricolore Ravenna Fronte Studentesco Romagna
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14/6/2008 LE ESTERNAZIONI DEL PRESIDENTE DI ASCOM DI CERVIA Sono rimasto allibito dalle dichiarazioni del presidente dell' ASCOM di Cervia (RA) Mario Baldassarri, il quale durante un dibattito sull'abusivismo commerciale tenutosi a Milano Marittima l'11 giugno, ha esternato che "...per contrastare il fenomeno dei vù cumprà bisognerebbe favorire il reclutamento nell'Esercito Italiano di quei tre milioni di extracomunitari che vivono nel nostro paese e di dirottare le ingenti risorse investite per l'espulsione dei clandestini per rimpinguare le Forze Armate..." Mi pare evidente che Baldassarri viva molto al di fuori della realtà: innanzitutto, per poter prestare servizio nell'Esercito Italiano è obbligatoria la cittadinanza italiana, requisito che la maggior parte dei venditori abusivi anche se in regola con il permesso di soggiorno, non possiede, pertanto per risolvere la questione nel modo suggerito dal presidente di ASCOM occorrono minimo 10 anni, (ed essere esenti dall'aver commesso reati), visto che è questo il giusto lasso di tempo previsto per lo straniero che voglia diventare nostro connazionale, a meno che non si ricorra a matrimono con un cittadino italiano; sulla questione del risparmio per l'erario dello Stato, basterebbe togliere la pensione sociale che tutti i ricongiunti di un extracomunitario residente ed in regola in Italia possono percepire grazie allo scandaloso Decreto Legge di Giuliano Amato e contenuto nella Finanziaria 2000 dell'allora governo di centrosinistra, che permette a centinaia di migliaia di extracomunitari di incassare mensilmente 550 euro senza aver mai lavorato, a confronto della pensione minima degli italiani pari a 500 euro. E poi quanto costerebbe allo Stato mensilmente, annualmente, stipendiare tutta quella moltitudine di stranieri che vorrebbero arruolarsi nell'esercito, se il salario di base per un militare è di circa 1000 euro, con vitto e alloggio compreso? Siamo poi certi che costoro, vestiti poi una volta i panni dell'Esercito Italiano, di fede islamica e magari mandati in missione all'estero, poi rispondano agli ordini dei generali italiani, e non magari fare il gioco degli loro imam? E se fossero mandati in missione nel loro stesso paese di appartenenza? Il signor Baldassarri dovrebbe sapere che ogni anno molti extracomunitari vanno ad ingrossare le fila di coloro che si dedicano al commercio abusivo, sia perchè non gli viene rinnovato il contratto di lavoro, sia perchè molti di essi si licenziano perchè a vendere prodotti contraffatti, senza licenza e con nessuna regola da rispettare, rende economicamente di più che lavorare in fabbrica, senza scordarci che poi avendo in tasca un regolare permesso di soggiorno possono percepire l'indennizzo statale di disoccupazione... Ribasco una proposta già fatta a nel 2005 per risolvere il problema dei venditori abusivi: lo Stato deve creare delle apposite agenzie regionali in cui con i tempi neccessari ma ragionevolmente brevi, indico due anni, deve monitorare regione per regione tutti i "vù cumprà"che operano sia sulle spiagge che nei centri delle località, ed istituire delle graduatorie sul modello dei vecchi uffici di collocamento: dopodichè ogni qualvolta le associazioni di categoria ed industriali richiedono manodopera preferibilmente extracomunitaria (di solito sono quelle categorie dove poi spesso vengono trovati lavoratori in nero e non in regola, pertanto sfruttati, vedi albergatori, ristoratori, agricoltura ed edilizia) si dirottano verso questi lavori gli iscritti dell'agenzia statale inerente al territorio. Sono convinto che così facendo si risoverebbero diversi problemi, dallo sgombero delle spiaggie e la fine dell'abusivismo commerciale, all'eleminazione delle cosiddette quote stagionali di lavoratori stranieri (circa 150000 annuali) e dei possibili disoccupati derivati, molti dei quali poi diventano poi clandestini, in quanto una volta terminata la stagione lavorativa e la scadenza del permesso di soggiorno, non ritornano a casa. Gli stranieri che poi non volessero attenersi a queste proposte, andrebbero realmente rimpatriati. Auguro al presidente Baldassarri di rinsavirsi al più presto.
Paolo Casadio, commissario della federazione del M.S.-Fiamma Tricolore-Ravenna. |
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16/5/2008 I TRANQUILLI WEEK-END DI RIVAVERDE-MARINA DI RAVENNA Nell'estate del 1996, l'allora amministrazione con a capo Wider Mercatali, per incentivare il turismo e la movida nella località balneare a loro più a cuore (quando si dice il caso...), diede il via libera alla formula dell' happy-hour a Marina di Ravenna: un'ora, dalle 19 alle 20, alla domenica, per poter consumare alcolici con il "prendi 1 e paghi 2", un modo di attirare per lo più i giovani che ebbe immediatamente successo, tant'è che l'esempio fu esportato un pò ovunque.
Da notare che mai prima di allora, la stessa località, come tutti i lidi ravennati, avevano avuto problemi di ordine pubblico.
L'attrazione di nuovi ospiti e soprattutto l'indotto economico che ne gravitava attorno, convinse gli amministratori locali di lì a breve ad abolire ogni regola: e così quello che doveva essere un momento di svago nel corso della settimana estiva, è diventato uno sballo a partire dalla fine di aprile ai primi di settembre, dal venerdì pomeriggio alla domenica notte: il tutto ha richiamato e rovinato migliaia di giovani, provenienti persino dalle regioni limitrofe: per tutti, Rivaverde è il luogo dell'anarchia, del tutto permesso, della droga, delle sbronze e del sesso, delle risse.
La situazione sfuggì di mano e diventò preoccupante fin dal 2001, ma nessuno tra gli amministratori, vertici e dirigenti dell'ordine pubblico che negli anni si sono succeduti, hanno pensato di mettere un freno: ci si preoccupa che non ci scappi il morto, come invece è accaduto nelle ultime due stagioni, causati da altrettanti incidenti d'auto provocati da persone drogate e ubriache che tornavano da quelle "feste" in spiaggia di cui sopra è accennato.
Poi sì certo, il sindaco versa lacrime di coccodrillo quando commemora quei morti in comune, dai "tutori"dell'ordine si promette il classico "giro di vite"sù Rivaverde, ma è un ritornello a cui siamo abituati, al quale francamente, nessuno più crede.
La colpa è anche comunque oltre dei partiti che compongono la maggioranza di Palazzo Merlato, i quali chiaramente difendono interessi economici e politici a noi sconosciuti, anche dell'opposizione, composta da partiti e consiglieri sul tema per nulla battaglieri, con la preoccupazione per la legalità registratasi per la prima volta soltanto in occasione delle amministrative di maggio 2006, non si spiega altrimenti come mai le loro proteste e proposte, si levano soltanto e di rado, in occasione di incidenti e risse, o quando qualche residente o turista esasperato scrive ai giornali.
Proposte che guarda caso non toccano mai il punto fondamentale della questione ed evidentemente degli interessi economici: non servono a nulla le ordinanze anti-vetro, com' è l'ultima proposta dal sindaco attuale, come se, bere alcolici in bicchieri di plastica o lattina non portasse all'ubriachezza.
Un'ordinanza che siamo curiosi di vedere da chi verrà fatta rispettare, visto che:
1) gli ubriachi (e drogati) con bottiglie in mano sono migliaia;
2) la difficoltà delle forze dell'ordine nel raggiungere gli stabilimenti balneari e
gli stessi stradelli (che effetto hanno sortito le multe per divieto di sosta nei
medesimi, se non quello di rimpinguare le casse comunali?);
3) gli agenti ed i carabinieri di pronto intervento, se non impegnati altrove,
disponibili sino al 1 luglio non arrivano neppure ad una decina e comunque
con i 20 rinforzi estivi bisognerà coprire (spero) gli altri 8 lidi ravennati ed il
resto del territorio comunale;
4) gli agenti della Municipale non sono addestrati per tale servizio, inteso pure
quello inerente al vigile di Quartiere.
Preoccupante oltretutto la grave affermazione di mercoledì 13 c.m. de l sindaco Matteucci, il quale prendendo coscienza del grave fenomeno dell'ordine pubblico legato agli happy-hour, dichiara <Fosse per me abolirei gli happy-hour, ma non posso...>
Un'affermazione di autodeligittimazione, dalla quale nasce una legittima domanda: Matteucci è il primo cittadino di Ravenna o soltanto un funzionario di partito (PD) ?
Chi comanda allora a Ravenna, i "fratelli" adepti di squadra e compasso?
Se non ha le mani libere e dipende, come ho avanzato qualche volta in precedenza, dai "poteri forti" locali, perchè non opta per un atto di coraggio e d'orgoglio e si dimette?
Se lui è il sindaco, in quanto tale può emettere o firmare la proposta altrui, in cui per <..motivi di ordine pubblico è vietato sul litorale la vendita di alcolici e le feste in spiaggia, oppure revocare temporaneamente e se recidivi definitivamente, le licenze a quei proprietari di strutture balneari che non rispettano le regole>.
Oppure basta applicare e questo spetta al sindaco, il Regio Decreto del 1940 tuttora vigente, che vieta la vendita di alcolici a prezzi scontati, una soluzione, per la verità già attuata anni orsono dall'allora sindaco Mercatali, attuata a metà di quella stagione turistica e mai più riproposta negli anni seguenti.
Queste sono ordinanze che anche il Prefetto ed il Questore possono, anzi devono, emettere: non si capisce altrimenti perchè la zona limitrofa allo stadio, per motivi di ordine pubblico viene sottoposta a strette limitazioni, come quelle appena citate: siamo arrivati al punto che "l'affare happy-hour" sovrasta come interesse quello del "giocattolo-calcio"?
C'è il modo per coniugare il divertimento con il guadagno e tutto deve essere comunque proporzionato in modo da non mettere a repentaglio la salute altrui: vi porto l'esempio del vicino Lido di Spina, località del comune ferrarese di Comacchio, ove esistono gli happy-hour ma non esistono eccessi.
Nella località ci sono due stabilimenti balneari, il Kursaal e il Sabbia d'oro, i quali il sabato e la domenica sera organizzano l'evento dell' happy-hour dalle 20 alle 22 e dopo tale orario la festa finisce sul serio: inoltre i clienti e frequentatori di quei bagni, in quel lasso di tempo se consumano bevande non possono uscire dalla struttura, controllati dai ragazzi della sicurezza privata!
Questa è la logica metodologia che fin da subito si doveva adottare in quei 7-8 bagni marittimi di Rivaverde se non si voleva perdere il controllo della situazione, invece ci troviamo con alcuni di quei gestori che incassano in un solo fine settimana ben 30.000 euro solo dalla vendita di alcolici !
Ma ci rendiamo conto?
Allora vi illustro solamente una parte e senza scendere nei particolari di cui sono a conoscenza, di ciò che è accaduto nei primi tre fine settimana della stagione appena iniziata, così ognuno si può personalmente rendere conto che Rivaverde-Marina di Ravenna fa parte di un altro stato, perchè in loco quello italiano ha perso ogni controllo e sovranità.
Sabato 26 aprile 2008.
Nella serata, presso lo stabilimento balneare "Duna degli orsi", intervento di una volante delle Forze dell'ordine per una aggressione: la volante medesima era in difficoltà a proseguire per l'eccessiva presenza di persone che ostruiva il passaggio ai mezzi e dopo aver raggiunto il bagno marittimo, nel locale era quasi impossibile farsi largo fra le centinaia di giovani che entravano ed uscivano dalla struttura, per la maggior parte alterati sia dall'abuso di bevande alcoliche che di stupefacenti, fra l'altro decine di giovani nella pineta adiacente, espletavano bisogni fisiologici alla luce diurna.
Constatata la pericolosità della situazione per l'ordine e la sicurezza, la presenza di 3000-4000 giovani con tantissimi ubriachi con in mano bottiglie di birra, gli operatori delle Forze dell'ordine decidevano di non procedere a qualsiasi contestazione in merito, per non creare turbative...
Nella tarda serata, nel medesimo locale, nuovo intervento ancora per una aggressione, dovuta a due giovani che si erano picchiati causa la performance hard all'interno della struttura assiema ad una ragazza, il tutto dovuto se era il caso o meno, a sentir loro, di immettere su Youtube il rapporto ripreso con un videofonino: d'altronde per constatare che si consumano rapporti sessuali all'interno di stabilimenti balneari a Rivaverde, basta collegarsi col sito "EMULE" e ricercare Marina di Ravenna o il nominativo di qualche bagno!
Anche stavolta comunque, gli agenti delle forze dell'ordine non potevano avvicinarsi alla Duna degli orsi, causa i numerosissimi giovani in evidente stato di ubriachezza!
Da non tralasciare che in precedenza, gli autoveicoli degli agenti si sono trovati in difficoltà ad accostare alla loro destra, poichè ai margini della carreggiata si accalcavano migliaia di persone ubriache, molte delle quali, persi i freni inibitori, si spostavano con mosse repentine al centro della strada, spesso ballando, così impedendo la marcia degli autoveicoli in transito: rimarco il fatto che alcuni dei "turisti" di Rivaverde era sostenuti a braccia!
Giovedì 1 maggio 2008.
Nella serata, a Marina di Ravenna vicino allo stabilimento Marisol, due volanti della Polizia con l'ausilio di due auto dei Carabinieri, si dirigono in zona per sedare una rissa che vede coinvolte almeno 20 persone, ma prima dell'arrivo delle Forze dell'ordine i protagonisti all'udire delle sirene si dileguano in direzione nord, verso Marina centro.
Sabato 10 maggio 2008.
Presso la fermata del bus di v.le delle Nazioni, posta di fronte dell'ingresso del bagno Duna degli orsi, nella tarda serata un ragazzo ed una ragazza vengono aggrediti e picchiati con calci e pugni da alcuni ragazzi, che erano stati visti dalle vittime all'interno dello stabilimento Duna degli orsi: la ragazza viene addirittura fatta cadere dal bus in cui aveva cercato di salire.
Domenica 11 maggio 2008.
Nella serata, presso il bagno Zanzibar, rissa di circa 10 persone di etnia tunisina e albanese.
Poco più tardi nei pressi del bagno Corallo, un ragazzo ed una ragazza in preda all'alcol, vengono alle mani tra loro: all'arrivo delle Forze dell'ordine inveiscono contro di esse, tantè che vengono portati negli uffici preposti e denunciati in stato di libertà , per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale.
Nella notte, presso la spiaggia adiacente la Duna degli orsi, un ragazzo è preso a pugni e a calci in testa ed alla schiena: le Forze dell'ordine a causa del grande afflusso di persone e del traffico, degli stradelli ostruiti dalle auto (e la Polizia Municipale dov'è?), non possono ricercare gli aggressori.
A notte inoltrata, siamo di fatto al 12 maggio, nelle immediate vicinanze del Camping Rivaverde, alcuni giovani provocano disturbo con schiamazzi.
Sottolineo alcuni fattori altrettanto importanti.
Su segnalazione di "alcuni"cittadini, furono effettuati sopralluoghi dalle Forze dell'ordine in alcune giornate estive infrasettimanali del 2007, quando l'afflusso di "feccia umana" è minore e si è potuto constatare quanto da me affermato da anni:
1) nella duna naturale di Rivaverde vengono nascosti centinaia di involucri di droga, che
sono di due tipologie, il cellophane dei pacchetti di sigarette per avvolgere hascis e
marijuana, ed il fondo delle sportine di plastica utilizzate per la spesa, per avvolgere la
cocaina, involucro che viene "termosaldato" con gli accendini;
2) lo spaccio di droga in zona viene gestito totalmente da stranieri, in prevalenza
africani;
la scelta di nascondere la droga nella duna anzichè nella pineta è determinata dal fatto
che la duna naturale essendo l'unica in zona è molto più identificabile della pineta
stessa, che invece è più dispersiva;
3) i cespugli e le piante ornamentali davanti agli stabilimenti, vengono usate come
nascondiglio momentaneo da parte dei ladri che si aggirano attorno ai bagni e che hanno
nei turisti
le loro vittime, difatti nelle piante sono stati rinvenuti diversi oggetti rubati, dai cellulari, ai
portafogli, borse etc., che vengono poi recuperati dai borseggiatori nella serata,
approfittando dell'oscurità.
"Bene" (si fa per dire), questa è una lucida ed esaudiente analisi di quanto accade ripetutamente a Rivaverde da anni, allora qualcuno spieghi a cosa sono serviti tutti quei summit tra i vertici delle Forze dell'ordine e gli amministratori locali, sindaci e assessori al turismo in testa, tutte quelle ordinanze effimere che in realtà come noi abbiamo sempre sostenuto, non sono stati e non saranno altro che palliativi, slogan ad effetto ed immagine per i cittadini.
Come pensa il sindaco Matteucci di far rispettare l'ordinanza anti-vetro, con una task force o l'invio dell'esercito?
Ed il Prefetto ed il Questore, pensano che "comunque, nonostante tutto, la situazione è sotto controllo?"
Io credo in realtà, che invece tra non molto, certamente entro la fine dell'estate, a Ravenna arriverà una "bella" ispezione ministeriale, perchè stavolta IN MANO HO DELLE PROVE !!!
O cambia qualcosa, o si prendono decisioni importanti come sopra ho suggerito, oppure qualche testa salterà: può darsi sia la mia, ma sarò certamente in buona compagnia....
Chi vuole intendere....
Paolo Casadio, FIAMMA TRICOLORE-Ravenna.
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8/5/2008 UNA PREOCCUPANTE SITUAZIONE MIGRATORIA A CESENATICO E IN ROMAGNA
L’Ufficio Anagrafe del Comune di Cesenatico ha di recente pubblicato i dati riguardanti la popolazione, in base ai quali ci sarebbero 1.793 stranieri su una popolazione di 24.555 abitanti. Non è affatto poco, considerando che questi sono solo quelli con regolare permesso di soggiorno: in pratica essi rappresentano il 7,3% circa della popolazione e sono tuttora in aumento. Soprattutto dopo l’apertura delle frontiere con Romania e Bulgaria che ha portato il numero dei primi ad aumentare di oltre il 100%(da 147 a 321)! Visto che Romania e Bulgaria sono entrati nella UE la situazione è destinata a peggiorare poiché, dopo l’abbattimento delle frontiere, l’immigrazione da questi paesi è completamente incontrollata.
Malgrado gli annunci delle associazioni quali Migrantes, varie cooperative sociali o associazioni del terzo settore(le quale riescono ad assicurare lauti stipendi ai propri membri grazie ai finanziamenti statali che ottengono), che spaccia questa massiccia presenza di stranieri sul nostro territorio come una risorsa, cominciano a sentirsi serie difficoltà per quanto riguarda la loro integrazione nella società, a partire dalle stesse scuole(soprattutto l’elementari e le medie), dove gli insegnanti si trovano a fronteggiare la problematica situazione di ragazzi che poco conoscono l’Italiano.
Da notarsi è anche il fatto che esistono 13 persone(6 famiglie) senza dimora fissa a Cesenatico, mentre dei 1.793 immigrati presenti solo 1 non ha casa. E gli altri dove le hanno trovate le abitazioni? Basta farsi un giro davanti alle case popolari nel quartiere di Ponente o anche a Levante per rendersi conto che molti che ne usufruiscono sono di origine straniera. Non è forse perché si sono collocate nei primissimi posti delle graduatorie dell’ACER famiglie di immigrati? Mi piacerebbe davvero saperlo, perché se uno Stato(visto che l’ACER è un ente regionale), non viene incontro prima ai suoi cittadini, dovrebbe essere delegittimato. Fare e sostenere il contrario è forse considerato una forma di razzismo? Spero davvero che non siamo arrivati a questi livelli.
Anche l’aspetto criminogeno dell’immigrazione non è affatto da prendere poco sul serio. Quante volte si sente parlare di crimini commessi da stranieri, in TV o sui giornali? Se contiamo, contro quanto si pensa, che il 70% dei clandestini sono in Italia attraverso il non rinnovamento del permesso di soggiorno(che prima avevano, quindi al suo scadere essi si trovavano già sul territorio italiano), vuol dire che una buona percentuale di quelli presenti sul nostro territorio potrà permanere qui da clandestino: questo perché allo scadere del permesso di soggiorno viene dato all’immigrato il foglio di via per uscire dai confini, senza alcun controllo, né espulsione forzata. E’ dunque chiaro che questi preferiscono rimanere sul suolo italiano e, non essendo in regola, si daranno o al lavoro in nero o entreranno a far parte di una rete criminale. C’è da considerare inoltre che la maggior parte degli stranieri che si da alla vendita di materiale contraffatto nelle spiagge è in possesso di regolare permesso di soggiorno: un esempio è il senegalese arrestato per vendita di merce illecita nella giornata dello scorso 6 maggio a Cesena, il quale non era stato colpito da provvedimento di espulsione(come gli altri due suoi collaboratori) e quindi era regolare! Insomma, non è tanto il permesso di soggiorno che fa la differenza, quanto invece ciò che davvero conta è che l’immigrato abbia il lavoro nel luogo dove risiede. Per questo deve essere schedato, sin da regolare, all’ingresso sul suolo Italiano e allo scadere del permesso di soggiorno prelevato ed espulso in maniera coatta. Il tutto senza passare per quella pratica completamente inefficace del “foglio di via”, con il quale allo straniero viene intimato di lasciare il territorio, senza alcun controllo successivo: nella maggioranza dei casi, infatti, questo non accade, basti pensare a quella brasiliana denunciata nel riminese per essere rimasta due anni in più dallo scadere del permesso di soggiorno.
Con questo non voglio prendere le distanze solamente da quelle forze politiche, specialmente di sinistra che spacciano l’immigrazione come una risorsa, ma voglio fare lo stesso anche con coloro che hanno a lungo promesso di ridurre il fenomeno o addirittura di combatterlo, senza tener poi fede alla parola data: chi ha promesso pene durissime per poi approvare maxi-sanatorie finalizzate a regolarizzare la posizione di clandestini prima lavoranti in nero per alcuni imprenditori italiani, merita ancora credito? Direi di fare basta con la demagogia ed iniziare ad intavolare un discorso politico serio sull’immigrazione, perché i responsabili di questo fenomeno che è nei fatti incontrollato non sono da ricercare solamente tra gli immigrati, ma anche tra gli Italiani. Non è forse utile la manodopera immigrata sottopagata ad alcuni nostri imprenditori? Non sono associazioni italiane, nominate più su, ad essere favorevoli a moltiplicare il fenomeno migratorio per assicurarsi ingenti finanziamenti statali? Combattiamo prima queste posizioni e poi agiamo con seri programmi di espulsione che siano comunque equilibrati: una proposta seria è iniziare con l’eliminazione del “foglio di via” e l’introduzione in ogni caso dell’espulsione coatta.
E’ molto triste vedere anche l’approvazione, avvenuta lo scorso 29 marzo, del protocollo sulla creazione di una “task force” nella provincia di Forlì-Cesena atta a “prevenire fenomeni discriminatori, promuovere progetti e attività d’integrazione”. Come non detto! Altri soldi pubblici spesi per favorire attività generiche di integrazione(che saranno quasi sicuramente destinati ad associazioni del “terzo settore”, per la loro gioia) e reprimere certi atteggiamenti discriminatori. Se l’assessore regionale Anna Maria Dapporto dichiara che “la lotta alla discriminazione per la regione Emilia Romagna è stata sempre una priorità” mi chiedo quando lo diventerà pure il diritto alla sicurezza dei cittadini. E lo chiedo pure al suo garante, il prefetto, che non ha mancato di recapitare il suo sconcertante commento.
Davvero non capisco: anziché combattere un fenomeno ormai incontrollato si preferisce reprimere una spontanea reazione popolare, che è sintomo di un vero e proprio disagio. Per parte mia continuo a chiedermi nelle mani di chi l’Italiano ha messo il suo futuro. In attesa di un’illuminazione
Nazionalisti Saluti Davide Balestri – Fiamma Tricolore Cesenatico |
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7/5/2008 LE PROBLEMATICHE DELLA POLIZIA DI STATO A RAVENNA Condivisibile da parte della Fiamma Tricolore, quanto sostenuto ieri dal segretario del SILP CGIL: è giusto puntare il dito sui governi che dal 2000 si sono succeduti alla guida del paese, in quanto spesso hanno pensato solo a fare campagna elettorale sulla sicurezza, tagliando poi i fondi necessari alle forze dell'ordine, pertanto organici non adeguati, mezzi scadenti.
Ma a Ravenna la situazione è ancor peggiore e la locale Questura è certamente, come illustrerò, poco considerata sia a livello nazionale che regionale, dal Ministero degli Interni.
La Polizia di Stato, per controllare il territorio comunale, lo ha suddiviso in due settori in cui la ferrovia funge da spartiacque: la zona nord, che comprende il q.re Darsena, le Bassette, il q.re S.Giuseppe, l'area di via dei Poggi, Porto Fuori, la parte di Classe verso il mare e quasi tutto il litorale ravennate, da Casalborsetti sino a Lido di Dante; la zona sud, comprendente tutto il centro città e la periferia ovest e sud, frazioni comprese.
Una bella fetta di territorio, in cui operano, si badi bene, solo due volanti di pronto intervento con due agenti a bordo.
Lo scorso anno sono arrivati dal 1 luglio i rinforzi estivi, venti agenti circa, una parte dei quali è stato destinato come tutte le stagioni turistiche, al Commissariato di Pinarella, che opera nel comune di Cervia.
In settembre la metà degli aggregati estivi è ripartita, restando in forza alla Questura di Ravenna solo un piccolo nucleo, i componenti del quale attendono da quattro anni la destinazione fissa.
I turni attuali delle due volanti, come riportato in precedenza, sono abitualmente effettuati da quattro agenti o saltuariamente sei, coadiuvati nei casi di situazioni di pericolo da due auto dei Carabinieri, quattro militari in tutto.
Da poco sono giunti alla Questura ravennate sei nuovi effettivi, ma per vari motivi e problematiche personali, soltanto due di essi svolgono servizio di pattuglia nel territorio comunale.
Nel litorale ravennate, la stagione balneare, ma soprattutto la"movida" degli happy hour che crea tantissimi problemi di ordine pubblico, da anni inizia a fine aprile per proseguire almeno sino a metà settembre: accade allora che praticamente per ben due mesi, l'organico di pronto intervento è ridottissimo e non mette gli agenti nelle condizioni di operare in sicurezza in primis, ma anche semplicemente di operare!
Perchè come già detto, i ( pochi) rinforzi estivi giungono solo dal 1 luglio, ma soprattutto perchè il Ministero dell'Interno considera Ravenna come una città di terza categoria: il Ministero stila delle graduatorie di importanza fra le varie città, tenendo conto innanzitutto della popolazione di esse, ma tralasciando altri aspetti importanti: ad esempio Ravenna è una città turistica, ha un litorale e molto frequentato, una percentuale di immigrati più alta rispetto ad altre città, insomma non può essere considerata in merito all'ordine pubblico ed alla sicurezza, al pari di Alessandria o Mantova, tanto per citare esempi.
Anche i mezzi in dotazione alla Polizia di Stato ravennate sono diventati inadeguati, obsoleti e fatiscenti: le Fiat Stilo secondo quanto recita una direttiva ministeriale, sono auto inadatte per effettuare servizio di volante, mentre le Fiat Marea oltre ad essere solo quattro (preciso che i turni di volante mediamente sono di 6 ore), hanno tutte percorso oltre 200.000 km, pertanto sono fuori garanzia.
A testimoniare la poca considerazione che il Ministero ha nei confronti della Questura di Ravenna, possiamo portare l'esempio delle Alfa Romeo 159: mentre a Ravenna non se n'è vista nemmeno una, ad inizio 2007 ne sono state consegnate 5 alla Questura di Forlì, 3 a Cesena e 4 a Ferrara.
La Fiamma Tricolore ritiene che, per poter operare con sufficienti garanzie ed efficienza nel servizio di pattugliamento del territorio, la Questura di Ravenna necessiti di 10 nuove auto, considerando l'esistenza dei Commissariati di Faenza e Lugo ai quali si aggiunge nel periodo 1 luglio-15 settembre quello di Pinarella di Cervia; un adeguato aumento di effettivi fissi e soprattutto l'invio dei rinforzi estivi a partire dal 20 aprile.
Se il problema è la mancanza di nuovo personale, vengano ridotti gli organici in quelle questure in cui gli interventi sono al di sotto dela media nazionale.
Un ultima nota, ci porta ad auspicare un clima più sereno all'interno della questura ravennate, poichè ci risulta che da qualche mese il Collegio di Disciplina è sempre in azione.
Paolo Casadio, FIAMMA TRICOLORE- Ravenna.
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7/5/2008 I GIARDINI SPEYER Credo che sulla questione "Giardini Speyer" anche la Fiamma Tricolore abbia qualcosa da dire, non fosse altro perchè siamo stati i primi, il 9 giugno 2007, ad inoltrare presso la locale Procura della Repubblica un'esposto in merito all'ordine pubblico (e finora unico partito politico), non fosse altro perchè assieme a Forza Italia siamo stati i primi a sostenere la necessità di un presidio fisso di Polizia di Stato, proprio in via Carducci, ove altri ora sostengono la necessità di un locale per un presidio della Polizia Municipale.
A proposito di quest'ultima, devo portare la mia testimonianza su come i Vigili di Quartiere svolgano l' attività di prevenzione in zona: verso le 18 di domenica 27 aprile, ho notato l'auto della Polizia Municipale ferma in viale Farini con gli agenti intenti a colloquiare con gli anziani che abitualmente frequentano la zona: la situazione creatasi in loco da quasi due anni , indurrebbe vigili di quartiere a controllare la zona di via Carducci e viale Pallavicini, specificatamente i locali sotto i portici.
Nei giorni precedenti ho visto invece in due occasioni, agenti della municipale in via Carducci intenti solamente a controllare le soste delle auto, mentre davanti ai loro occhi, diversi cittadini stranieri seduti a terra o appoggiati ai muri erano intenti a consumare bevande alcoliche in contenitori di vetro, infrangendo l'ordinanza "anti-vetro" introdotta dall'amministrazione lo scorso anno.
Un'ordinanza effimera, usata ad effetto sulla stampa quando si notificano pochissimi verbali nei confronti dei contravventori, perchè molti di essi non essendo in regola con i permessi di soggiorno e senza un lavoro, mai pagheranno le multe, un deterrente come già abbiamo sostenuto, inutile.
Ma il problema di utilizzare la Polizia Municipale per presidiare la zona è sbagliato, ancor di più se si pensa di affiancargli i volontari della Mistral: perchè alcuni agenti della Municipale ci hanno confidato l'insicurezza dell'ambiente, in quanto ad oggi sprovvisti di presidi difensivi, vedi sfollagente e spray anti-aggressione.
Speriamo cambi qualcosa nell'immediato futuro, visto che tra poco saranno dotati dello sfollagente Tonfa, all'uso del quale sono stati addestrati di recente mediante un corso.
Ma è anche un problema di mentalità degli stessi agenti, che ancora oggi ragionano e si sentono solo nelle vesti di vigili urbani e non come vigili di quartiere: non sono preparati mentalmente al ruolo di polizia e tutori dell'ordine, come invece vorrebbe l'amministrazione, considerato tra l'altro che il vigile di Quartiere ha la medesima qualifica del poliziotto di Stato.
Da parte della Fiamma Tricolore viene la richiesta di non erigere cancellate ed altre barriere, tra l'altro costose: il problema non si risolve innalzando barriere, ma facendo rispettare l'ordine pubblico, con prese di posizione decise, come la revoca delle licenze commerciali agli esercizi che violano le normative, con ordinanze che regolino la chiusura serale non oltre la 20 per le attività commerciali che vendono alcolici in zona e che fungono da ritrovo per molti stranieri.
Inoltre le forze dell'ordine necessitano di rinforzi fissi a Ravenna, alcuni dei quali da utilizzare in un presidio fisso di Polizia in via Carducci.
Ma quest'ultima proposta dipende dalle volontà del Ministero dell'Interno...
Paolo Casadio, FIAMMA TRICOLORE-Ravenna.
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3/5/2008 COMMEMORAZIONE A LAVEZZOLA E' fissata per domani 4 maggio a Lavezzola (RA), con ritrovo presso il locale cimitero (via Provinciale Bastia) a partire dalle ore 10, una commemorazione da parte di una delegazione della Fiamma Tricolore di Ravenna, dei caduti della R.S.I. e delle vittime civili del periodo 1943/45.
Luogo e data perchè, a partire da quei giorni del 1945 per molti mesi a seguire ed in quelle zone, avvenne una mattanza da parte di partigiani nei confronti dei militi della R.S.I. e di diversi civili simpatizzanti o sospettati tali del regime fascista.
Questo nonostante tutto la guerra dopo il 2 maggio fosse finita, con la resa incondizionata dei repubblicani di Salò molti, dei quali muniti del "lasciapassare" rilasciato dal C.L.N.
Sul ponte della Bastia, situato a poche centinaia di metri dal paese di Lavezzola e che delimita il confine tra le provincie di Ravenna e Ferrara, i partigiani istituirono nei gioni immediatamente seguenti la resa, un "ceck-point"in cui fermavano i combattenti della R.S.I. che facevano ritorno alle proprie case dopo la fine del fronte.
Quasi tutti i fermati, venivano poi condotti presso il comando partigiano della zona, quella Villa Farnè ubicata proprio nel centro di Lavezzola, ove dopo essere stati torturati venivano poi uccisi: stessa sorte per diversi civili.
La Fiamma Tricolore intende ricordare queste persone, perchè è storia che coloro che difesero l'Italia dalla "parte sbagliata" (come insegna la retorica) furono soldati a tutti gli effetti, dalle Brigate nere, agli uomini in grigioverde dell'esercito di Salò, alla G.N.R.: lo conferma la resa di Caserta del 2 maggio 1945 ove costoro furono trattati come militi, il tribunale militare del 1954 che riconosce a costoro lo status di Belligeranti ed una sentenza dell'O.N.U. datata 1945.
Ancor di più vale "l'attestato" di riconoscimento del Gen. U.S.A. Eisenhower, che nel suo libro-memoria "Diario di guerra"scrisse testuali parole: <La resa dell'Italia fu uno sporco affare. Tutte le nazioni elencano nella loro storia guerre vinte e guerre perse, ma l'Italia è la sola ad aver perduto la guerra con disonore, SALVATO SOLO IN PARTE DAL SACRIFICIO DEI COMBATTENTI DELLA R.S.I.>
A maggior ragione dopo queste considerazioni, possiamo ben dire che non esistono morti e soldati di differenti "categorie", motivazione che legittima ancor più la nostra commemorazione dei civili e dei soldati dell'Onore 1943/45.
Paolo Casadio, iscritto FIAMMA TRICOLORE-Ravenna.
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30/4/2008 CGIL CISL E UIL ALLEATI A CONFINDUSTRIA: COME INGANNARE IL LAVORATORE Perchè effettuare il presidio anti-sindacati confederali?
Semplice: per cercare nel nostro piccolo, nella nostra città, di far aprire gli occhi ai lavoratori sugli inganni e sulle truffe che i maggiori sindacati italiani stanno perpetrando alle loro spalle, fingendosi accaniti difensori dei loro diritti, quando in realtà da sempre sono in perenne accordo con Confindusria ed il resto dei padronati.
I leader sindacali attuali come tutti i loro predecessori, difendono un giro d'affari rilevante, quello di CGIL-CISL-UIL e non gli interessi dei lavoratori, diventanto sempre di più una casta burocratica al pari di quella politica, sempre più lontana dalle esigenze dei lavoratori e del paese in generale.
Parlano di sicurezza del lavoro, quando in realtà mancano da parte loro i controlli nelle aziende, quando molto spesso gli operai che lavorano in situazioni di precaria sicurezza, non denunciano i pericoli per non essere licenziati: situazioni che si verificano anche a Ravenna, cari signori !
Parlano di salari da aumentare, una problematica che la Fiamma Tricolore ha sollevato con un anno di anticipo e che altri hanno cavalcato solo perchè in campagna elettorale, quando erano loro stessi ad essere seduti al tavolo della concertazione per i rinnovi dei contratti !!!
Hanno sempre loro, la casta di CGIL-CISL-UIL, siglato l'accordo con gli industriali per la cosiddetta "flessibilità", condannando soprattutto i giovani ad una vita da precari, finendo di lottare per i diritti del lavoratore in nome della "legge di mercato".
Un personaggio illustre negli anni 30"e a maggior ragione oggi, dimostrando la lungimiranza del suo pensiero, sosteneva che "...il costante alternarsi di lavoro e disoccupazione mentre rendono irregolari le entrate e le spese necessarie all'esistenza, distrugge a lungo andare, nella maggior parte degli operai, ogni senso di economia e di organizzazione della loro vita quotidiana".
Con questo modo di operare da parti dei grandi sindacati, i lavoratori hanno perso la fiducia nei loro confronti, visto che da un sondaggio di appena tre mesi orsono, soltanto il 5% di loro si sente pienamente rappresentato dalla "triplice": ogni giorno che passa aumenta nei lavoratori la sensazione e poi la consapevolezza, di essere divenuti merce di scambio per i sindacati verso padronati ed i governi.
Ribadisco ciò che ho già avuto modo di dire nel marzo scorso per motivare l'affissione di certi nostri manifesti nel comune di Ravenna: oggigiorno gli scioperi sono il frutto della manipolazione dei "rappresentanti" dei lavoratori, che in realtà hanno già preso accordi con il Consiglio d'amministrazione delle società o con il governo di turno, per ratificare l'ennesimo protocollo welfare o la rinegozazione dei contratti nazionali.
Quelle in atto oggi, sono solamente "gare d'appalto" truccate, quando in verità i contratti preventivamente sono già stati sottoscritti e lo sciopero, un tempo usato per rivendicare e difendere diritti, oggi è fatto uso per illudere i lavoratori e dare loro sfogo, insomma per controllare in realtà le masse operaie.
Ma ai lavoratori, qualcuno ha mai parlato di come i loro diritti fossero in realtà garantiti dalla "Carta del Lavoro" (1927), dalla "Camera dei Fasci e delle Corporazioni" (1939) e infine , dal "Manifesto di Verona (1943) ?
Qualcuno, tra "statisti", sindacalisti ed organi d'informazione (e visto che Grillo si lamenta in tal senso ma pure lui non ne parla...un VAFFA gli sta di diritto...) ha mai parlato al mondo lavoratore della legge sulla "Socializzazione"?
Caro lavoratore, probabilmente assieme a qualche migliaio di tuoi colleghi, giovedì 1 maggio sarai ai giardini pubblici di Ravenna ad applaudire i leader sindacali dei confederali, quando la realtà dice che...i profittatori, gli sfruttatori del tuo lavoro, per garantirsi la propria dorata esistenza e difendere la loro casta, si sono avvalsi proprio di TE...
Paolo Casadio, FIAMMA TRICOLORE-Ravenna.
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8/4/2008 INCONTRO PUBBLICO SULL'IMMIGRAZIONE AD ALFONSINE VENERDI' 11 APRILE ORE 20.30 PRESSO LA "CASA IN COMUNE" PIAZZA MONTI N.1 INCONTRO PUBBLICO SUL TEMA IMMIGRAZIONE DALL'ASSISTENZIALISMO PUBBLICO INTERVERRANNO GABRIELE ADINOLFI GIORNALISTA E SCRITTORE MILITANTE FAUSTO MANCINI VICESINDACO DI DOVADOLA FEDERICO PATTUELLI CONSIGLIERE COMUNALE DI ALFONSINE E REFERENTE LOCALE DELLA FIAMMA TRICOLORE PARTECIPATE! |
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27/3/2008 SCHIAVI DI BANCHE E "COOP ROSSE"? Il cartello elettorale “La Destra-Fiamma Tricolore” ha organizzato per venerdì prossimo, 28 marzo 2008, alle ore 20:30, a Russi (RA), presso la sala convegni del “Centro Culturale Polivalente” (in Via Cavour 21), un incontro pubblico sul tema: “SCHIAVI DI BANCHE E “COOP ROSSE”?” (vedi allegato). Interverranno: Manuel Negri, Responsabile del Settore Economia della “Fiamma Tricolore”, che, partendo dall’attuale crisi dei mercati internazionali, descriverà come il potere finanziario imprigioni il nostro sistema produttivo e la nostra quotidianità, Filippo Alessandrini, Vice-Presidente dell’IPAB di Dovadola (FC), che porterà la sua esperienza quale Amministratore di centro-destra in Romagna, e Marco Peretti, Segretario Generale del sindacato autonomo UDL (una realtà sempre più affermata nel ravennate), che invece concentrerà l’attenzione sulla “galassia COOP” nel nostro territorio. Presenzieranno anche Patrizia Ricci, Portavoce Provinciale de “La Destra” a Ravenna, e Federico Pattuelli, Responsabile elettorale della “Fiamma Tricolore” in Provincia di Ravenna. In una campagna elettorale che a livello nazionale si sta polarizzando sempre più sullo sterile bipartitismo Berlusconi-Veltroni e non ha la capacità (o la volontà) di discutere dei problemi reali del Paese, della sua drammatica perdita di identità e sovranità, nel suo piccolo quest’iniziativa vuole rappresentare un segnale di controtendenza, dimostrando che esiste ancora chi ha il coraggio di fare “nome e cognome” dei “poteri forti” locali, nazionali ed internazionali…
Mi raccomando, PARTECIPATE!
Cordiali saluti
Federico Pattuelli Responsabile elettorale della “Fiamma Tricolore” in Provincia di Ravenna cell. 339 4599717 (nei giorni feriali dopo le 18)
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25/3/2008 UNA SITUAZIONE RAVENNATE 1. Cari giornalisti sono qui ad esporvi alcuni fatti credo, degni di considerazione da parte dei media. Alla fine di gennaio nel vano tentativo di iscrivere mio figlio alla scuola elementare a tempo prolungato e ove vi sia il servizio del post-post gestito dal Comune di Ravenna, trovavo ignoranza e sintomi evidenti di malgestione della scuola pubblica. Un articolo in merito a tal questione usciva sulla Voce il 28 gennaio scorso ed ebbe come esito vari colloqui con personaggi di cui credo si debba ri-valutare le effettive capacità a gestire i servizi inerenti le scuole.
2. Situazione politica della città. Perchè in questa città tutte le decisioni vengono prese all'insaputa della comunità al solo scopo di favorire alcuni ceti sociali, alcuni Servizi e alcune associazioni e mai, mai vengono interpellati gli elettori? Perchè a Ravenna così come in altre città “rosse” non vi è libertà di stampa e ogni cosa viene filtrata da una cerchia di politici? Perchè viene favorita la criminalità in alcune zone e si portano all’esasperazione i commercianti? Siamo alle porte delle elezioni politiche e vivo nella speranza di vedere un forte cambiamento di rotta che possa smuovere questa inquinata città di borghesi, di massoni purtroppo ancor vivi e attivi, di criminali, di affamatori, di cospiratori, di traditori del popolo, di alcuni politici "potenti" che andrebbero condannati insieme ai loro simili a Roma, tra cui molti parlamentari e senatori che nell'ombra della capitale, tramano, tessono le loro tele con organizzazioni criminali, mafiose, camorristiche, e che a dispetto della classe operaia e di persone che come me non riescono neppure a nutrire i loro figli fino a fine mese, ingrassano i loro conti correnti con operazioni illegali e poco chiare, comprando il silenzio di amministratori, di uffici giudiziari, e di chiunque possa loro ostacolare il cammino.
3. Problema alta velocità in zone scolastiche. A causa del mio lavoro mi trovo spesso a dover prendere lo scuolabus a Ghibullo e quanto vedo quasi quotidianamente mi lascia senza parole. Autotreni, camion di ogni dimensione e autoveicoli di grossa cilindrata sfrecciano attraverso Ghibullo in direzione Forlì a velocità doppie (verificate con l’ausilio di apparecchiature elettroniche) rispetto a quanto consentito di fronte al bar, all' ufficio postale e all'attraversamento pedonale e voi che avete, cari amministratori il dovere di prendere provvedimenti cosa fate? Vi rispondo io: pattuglie spesso nascoste a Gambellara e nei paesi limitrofi a sanzionare veicoli che di 10-20 km/h hanno superato il limite mentre a Ghibullo i mezzi procedono come se fossero al Gran Premio...a volte mi pare d'essere alla curva delle acque minerali...vergogna!!! Spesso gli autotreni sfiorano di pochi cm chi si trova suo malgrado a passare a bordo strada per raggiungere l'ufficio postale o l'attraversamento pedonale spesso c'è chi perde l'equilibrio e cade per lo spostamento d'aria dovuto all'eccessiva velocità...quali sono le soluzioni sig. Matteucci? Mi permetto di darvi un suggerimento dato che sembra non abbiate cura dei problemi che quotidianamente assillano a vostri elettori. Un autovelox fisso con limite a 50 Km/h e/o cordoli alti in prossimità del paese sarebbero le soluzioni ad hoc per sanare questa piaga della quale pare non abbiate cura. Per quanto riguarda la via Ravegnana non c'è che da dire che i responsabili di tale arteria andrebbero condannati dalla giustizia. Ho visto perire più di una volta innocenti, padri e madri di famiglia, bambini, ho perso di recente un amica col proprio figlio, tutto per un completo disinteressamento di chi potrebbe e dovrebbe fare qualcosa, ma nessun provvedimento viene preso. Cosa stanno a fare quei politici che con la loro “carichetta” in comune, in provincia e nei palazzi del potere? Con la loro elezione si sono assicurati stipendi e pensioni da favola ma dimenticando ancora una volta che sono lì per lavorare per il bene del cittadino. Mi faccio spesso questa domanda e come me molti altri se la pongono e rimangono disgustati da quei politici infami che hanno come unico interesse il denaro pubblico. Forse per aprire la strada ad una messa in sicurezza della ravegnana dovrebbe perirvi il figlio o la figlia di qualche amministratore o politico al governo della città. Forse persone come i sindaci abituate ad avere autisti e persone al loro servizio non si rendono conto di quanto le nostre strade siano pericolose. Caro Sindaco, lei è stato eletto dai suoi concittadini quindi le consiglio di iniziare a scendere in strada e imparare ad ascoltare la sua città e i suoi abitanti perchè vi sono centinaia di problemi che la giunta di sinistra e lei stesso ignorate. Uscite quindi dalle mura del municipio e magari si faccia accompagnare da Pagani - PD in modo che anch'egli possa rendersi conto che la maggioranza se è ancora comunista e attenta al popolo deve svegliarsi dal suo torpore e tentare nel limite del possibile di rendere la vita del cittadino dignitosa e sicura. Alta velocità ad Osteria Vi segnalo questa località per via che mi trovo ad avere temporaneo domicilio in via Lunga dall’incrocio del dismano al bivio Campiano. Vi piacciono le corse? Qui ne potete vedere ad ogni ora del giorno e della notte. Non ci credete? La notte sembra di essere sul set di Fast&Furious, di giorno proprio qui di fronte alle fermate scuolabus e alla scuola materna dei criminali indegni di avere la patente sfrecciano senza alcun remore a velocità inaudite. Sarebbe ad hoc installare un autovelox fisso o cordoli molto alti…sicuramente l’installazione di un apparato del genere è costosa ma vi giuro che ve la ripaghereste in due settimane…non immaginate quello che si vede qui al tramonto del sole e, purtroppo, a beffa del codice della strada.
4. Tema sicurezza. Da molti mesi ormai, il problema criminalità-immigrazione è andato, purtroppo, in crescendo condannando la nostra città all’insicurezza in quanto l'amministrazione si è dimostrata incapace di gestire le problematiche ad essa connesse.
5. Considerazioni sul mercato del lavoro. Altro annoso problema che sono a proporvi è quello del predominio e del totale malato controllo del mercato del lavoro, in Romagna, da parte delle coop.ve rosse. Queste controllate da alcune persone influenti legate alla politica e ad un paio di partiti costituiti da uomini senza scrupoli e ricchi all’inimmaginabile, queste coop.ve che si mostrano come soluzioni alla disoccupazione, sono invece la rovina di migliaia di famiglie e di poveri lavoratori che si spaccano la schiena con mansioni umanamente impossibili ed orari da puro schiavismo. Un altro chiaro esempio è quello dell’abusivismo nelle piazze e nei parcheggi che vede inutilmente impegnata la polizia municipale chiamata quotidianamente da persone come me che sono stufe di dover pagare una tassa ogni volta che si parcheggia. Questi extracomunitari sono coordinati da uno o più personaggi, tra cui un uomo già da me identificato e segnalato senza esito a Guardia di Finanza e Polizia Municipale, che nel parcheggio a fianco piazza Sighinolfi li avvisa quando vede arrivare le auto civetta, prende loro il danaro disonestamente guadagnato e porta loro i prodotti di dubbia provenienza da vendere illecitamente. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||